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Segreteria

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(ANSA) - ROMA, 8 NOV - "La riforma del pronto soccorso così come è stata pensata è priva di una visione globale del sistema di accesso agli ospedali e del trattamento completo del paziente". Ad affermarlo è Michele Saccomanno, presidente del sindacato degli ortopedici Nuova Ascoti.

"Non si può non tenere conto, nell'ottica di una radicale 'ristrutturazione' dei pronto soccorso di 3 fattori che noi ortopedici riteniamo fondamentali, come il personale, tecnologie e luoghi dedicati. Senza questi 3 elementi, non si può immaginare che il paziente starà meno tempo al pronto soccorso", aggiunge.

"E' necessario prevedere una via differenziata per il ricovero ordinario medio-grave e il ricovero d'urgenza. Non si possono bloccare le tecnologie sull'urgenza tenendo gli altri pazienti in attesa per 24 ore. Bisogna confrontarsi con i medici che sono sul fronte e non pianificare riforme a tavolino senza ascoltare i medici e tutte le componenti interessate", sottolinea il presidente del sindacato.

"Serve rivalutare anche i tempi del turn over delle degenze ospedaliere e degli stessi posti-letto. Di questo passo, rischiamo di mettere una toppa peggiore del buco", conclude Saccomanno.

Siamo all’assurdo. Proprio adesso ci si ferma sul più bello. Sembrava tutto ormai pronto, invece esistono ancora problemi per l’operatività del cumulo gratuito dei contributi per i professionisti, introdotto dall’ultima legge di stabilità.

Anche la firma della convenzione fra Inps e Adepp, l’associazione delle casse private, che appariva l’ultimo ostacolo presente sul percorso, non è sufficiente a superare il disaccordo sul costo di gestione delle singole pratiche, quantificato in euro 65 per ogni pratica.

L’Inps ha invitato le singole Casse a sottoscrivere una convenzione quadro con ripartizione dei costi in misura proporzionale alle rispettive quote di pensione erogate. L’Adepp, dal canto suo, ritiene che le Casse debbano farsi carico delle quote di pensione di propria competenza e dei relativi oneri, come era previsto per le pensioni in totalizzazione, secondo quanto previsto dalla convenzione Inps in vigore dal 2007, ancor più oggi che, con l’estensione del cumulo alle casse professionali, lo Stato ha riconosciuto all’Inps un maggior finanziamento.

Dopo un’attesa lunga un anno, la piattaforma informatica dell’Inps resta inattiva e l’iter normativo non è ancora terminato. Le singole casse devono firmare convenzioni singole con l’Inps, anche se hanno già provveduto a rendere i propri regolamenti compatibili con le nuove disposizioni e si attende il rilascio, da parte di Inps, di una procedura automatizzata per la gestione delle domande.

Nel frattempo che l’Inps e le Casse non trovano la quadra su chi debba accollarsi i costi di gestione delle pratiche, molti professionisti hanno abbandonato il loro lavoro confidando nell’immediata pensione, ma in effetti, continuano ad aspettare senza stipendio e senza pensione fino a quando sarà fatta chiarezza sulla ripartizione dei 65 euro.
Michele Saccomanno, presidente del sindacato degli ortopedici Nuova Ascoti

Venerdì 20 ottobre 2017
15.45 - 17.30 presso la Sala Baaria

SESSIONE FEMOR
FEMOR e l'impegno in Africa degli ortopedici italiani

Moderatori:
Dott. Claudio Sarti Segretario Nazionale Nuova ASCOTI
Prof. Donato Vittore Vicepresidente Nuova ASCOTI

15.45 Saluti e introduzione
Prof. Giuseppe Sessa Presidente SIOT
On. Dott. Michele Saccomanno Presidente FEMOR

16.00 Cosa può essere FEMOR per ortopedici italiani: riflessioni
Dott.ssa Antonella Blasimme Fondazione FEMOR
Avv. Elisabetta De Castro Fondazione FEMOR

16.15 Testimonianze dall'Africa
Dott. Federico Santolini Ortopedico cooperante Fondazione FEMOR
Dott.ssa Barbara Musciagli Cooperante Fondazione FEMOR

16.45 Un medico venuto a formarsi dall'Africa per lavorare in Africa
Video testimonianza dott. Emile Balubuka medico congolese

17.00 I nostri specializzandi ad Addis Abeba: il punto con Cuamm
Don Dante Carraro Direttore Ong-Onlus "Medici con l'Africa Cuamm"

17.15 Conclusioni

Sito ufficiale dell'evento SIOT 2017

È stata sottoscritta in Roma, nella sede nazionale del Patronato Acli, una convenzione tra Nuova Ascoti, sindacato degli ortopedici e traumatologi italiani, e il Patronato Acli, ai sensi della legge 152 del 2001 “Nuova disciplina per gli istituti di patronato e di assistenza sociale”.
Con l’accordo, firmato dai due presidenti, Michele Saccomanno per Nuova Ascoti, ed Emiliano Manfredonia per il Patronato Acli, si intende avviare una collaborazione, così come deliberato nell’ultima riunione del direttivo del sindacato degli ortopedici, per i servizi di consulenza, patrocinio e tutela degli iscritti, “relativamente alle prestazioni e ai benefici previsti dalle leggi in materia di previdenza e assistenza obbligatoria complementare”.

“Il Patronato Acli, per la sua estesa struttura territoriale e quale istituto di patronato tra i più rappresentativi in Italia, nell’ambito dei propri compiti istituzionali, presterà gratuitamente assistenza tecnica e patrocinio medico-legale agli iscritti a Nuova Ascoti per il conseguimento, nei confronti degli enti previdenziali pubblici e privati, delle prestazioni e benefici di qualsiasi genere previsti da leggi, statuti, o contratti regolanti la previdenza obbligatoria e complementare assumendo la loro rappresentanza avanti agli organi collegiali di liquidazione di dette prestazioni o collegi di conciliazione”, si legge in una nota congiunta.

Tra gli altri punti della convenzione, l’art. 3 prevede che “Ai fini dell’otti- mizzazione dei rapporti e per una migliore integrazione operativa dei servizi di consulenza previdenziale e di patrocinio e tutela degli iscritti a Nuova Ascoti, il patronato Acli si impegna a istituire, laddove sussistano positive condizioni organizzative, dei recapiti permanenti con presenza di personale del patronato stesso all’interno delle sedi o strutture di Nuova Ascoti”.
“Esprimiamo tutta la nostra soddisfazione per l’accordo sottoscritto tra due realtà importanti del nostro Paese, il patronato Acli e Nuova Ascoti, in rappresentanza di tutto il mondo degli ortopedici italiani”, hanno dichiarato i presidenti Saccomanno e Manfredonia.

Ortopedici da tutta Italia a Milano nel prossimo fine settimana per la prima sessione dei corsi di formazione 2017.

L'iniziativa su Organizzazione sanitaria in ortopedia alla luce della nuova legge sulla responsabilità medica è promossa dalla fondazione Femor, che riunisce gli ortopedici associati in Siot (società scientifica) e Nuova Ascoti (sindacato), da anni impegnata anche in missioni umanitarie in Congo, Sierra Leone ed Etiopia.

In programma relazioni di avvocati, docenti universitari, medici ed esperti in management sanitario.

Nella due giorni sarà anche presentata la recente convenzione sottoscritta da Nuova Ascoti con Acli sulle prestazioni e i benefici previsti in materia di previdenza e assistenza obbligatoria complementare.

L'inizio è fissato per venerdì (ore 16.30), all'Istituto Ortopedico Gaetano Pini.

Il termine dei lavori è previsto per sabato mattina.

Mercoledì, 15 Febbraio 2017 14:51

Scadenza adesione ricorso specializzati 2017

Il sindacato degli ortopedici Nuova Ascoti, ha deciso nel corso del direttivo tenutosi in data 11.02.2017 in Roma, con riferimento all’offerta formulata per i propri iscritti che volessero partecipare al ricorso collettivo per ottenere il dovuto compenso per gli anni di specializzazione, di indicare come termine ultimo per la raccolta della documentazione utile al fine di incardinare la procedura il 25 Febbraio 2017, vista la possibile prescrizione per tale azione che, pare potrebbe concretizzarsi il 7 marzo 2017. Si ricorda essere un’ottima opportunità, valutando sia il gran numero di sentenze favorevoli ai medici ricorrenti sia la bassa percentuale prevista a titolo di compenso legale agli avvocati, ovvero solo il 5% in caso di esito positivo, rimanendo a carico della N.A. le spese vive necessarie per il deposito del ricorso.

Unica condizione necessaria per poter usufruire della tutela legale gratuita offerta dalla Nuova Ascoti rimane essere l’iscrizione al sindacato e la permanenza di tale stato sino alla conclusione del giudizio, pena il pagamento integrale delle somme sopportate dalla N.A. per l’azione intrapresa.

All’uopo, si fa presente che, per poter dare inizio concretamente all’azione giudiziaria, è necessario fornire ai legali del sindacato la seguente documentazione:

  1. Richiesta di adesione al ricorso;
  2. Procura alle liti in favore degli Avv.ti Elisabetta De Castro e Roberta Perna;
  3. Certificato di laurea in carta semplice;
  4. Certificato storico di specializzazione ( per ciascuna specializzazione conseguita) in carta semplice attestante il tipo di specializzazione, la durata del corso e l’anno di immatricolazione e di conseguimento;
  5. Copia del documento d’identità e del codice fiscale.

Il ricorrente si impegna a comunicare ogni variazione del proprio domicilio fino alla conclusione del ricorso, pena decadenza dell’offerta.
La documentazione dovrà pervenire presso la sede della Nuova Ascoti, Largo Clinio Misserville,7 - 00144 Roma, a mezzo raccomandata A/R.

Per ogni chiarimento o per l’aggiornamento sul corso delle cause è possibile contattare i legali ai seguenti numeri telefonici:
Avv. Elisabetta De Castro Tel: 347-1887088 e-mail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Avv. Roberta Perna Tel: 06-3216476 e-mail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Il Presidente della Nuova Ascoti
On. Dott. Michele Saccomanno

«Esprimo grande soddisfazione per l’approvazione del Ddl sulla responsabilità medica oggi in aula al Senato, che costituisce un altro passo avanti anche nel miglioramento del rapporto medico-paziente.
Oggi finalmente raggiungiamo un giusto equilibrio sull’operato professionale del medico, il cui intervento è teso a curare il paziente e non a danneggiarlo, attraverso l’inversione dell’onere della prova. Sia chiaro, non vogliamo che passi il messaggio che con questo provvedimento si de-responsabilizzerà la categoria».
Ad affermarlo, in una nota, è Michele Saccomanno, presidente nel sindacato degli ortopedici Nuova Ascoti, il quale aggiunge: «Bene la celerità con cui è stato licenziato l’atto a Palazzo Madama.
Il nostro appello a non perder tempo, insieme a quelli di tutto il comparto sanitario, non è caduto nel vuoto. Adesso, l’auspicio è che la Camera migliori ulteriormente il provvedimento nel tempo previsto affinché le nuove norme diventino presto legge in modo da poter ridurre il contenzioso, che vede gli ortopedici tra gli specialisti più colpiti, e in modo da poter mettere un freno ai tanti miliardi spesi inutilmente per la medicina difensiva, soldi che invece potrebbero essere utilizzati per migliorare l'assistenza sanitaria ai cittadini».

Fonte: Sole 24 ore

Martedì, 13 Dicembre 2016 14:11

Il Presidente: Carissimi colleghi

Carissimi colleghi,
il sindacato degli ortopedici Nuova A.S.C.O.T.I. , ha deciso nel corso del Direttivo tenutosi in data 12.12.2016 in Roma, di offrire a tutti gli iscritti o a tutti coloro che si iscriveranno al suindicato sindacato, un’ulteriore facilitazione per tutti gli Ortopedici che ad oggi non hanno presentato ricorso per ottenere il dovuto compenso per gli anni di specializzazione.

Il Presidente della Nuova ASCOTI, On. Dott. Michele Saccomanno e tutti i componenti del Direttivo, in vista della possibile prescrizione al diritto al risarcimento che, tuttavia, non si concretizzerà se non nel 2017, sia per chi ha frequentato una scuola postlaurea tra il 1978 e il 1993 (senza ricevere alcun compenso) sia per chi si è specializzato tra il 1994 e il 2006 (ricevendo una borsa di studio parziale), offre la possibilità di una assistenza legale gratuita, prevedendo a carico del sindacato tutte le spese vive per il deposito del ricorso e, solo in caso di esito positivo, agli avvocati proposti da Nuova A.S.C.O.T.I. sarà dovuto il 5 per cento.

Si ritiene essere un’ottima opportunità, valutando sia il gran numero di sentenze favorevoli ai medici ricorrenti sia la bassa percentuale prevista a titolo di compenso legale agli avvocati.

All’uopo, si fa presente che, per poter dare inizio concretamente all’azione giudiziaria, è necessario fornire ai legali del sindacato la seguente documentazione:

  1. Richiesta di partecipazione al ricorso;
  2. Procura alle liti in favore degli Avv.ti Elisabetta De Castro e Roberta Perna;
  3. Certificato di laurea in carta semplice;
  4. Certificato storico di specializzazione ( per ciascuna specializzazione conseguita) in carta semplice attestante il tipo di specializzazione, la durata del corso e l’anno di conseguimento;
  5. Copia del documento d’identità e del codice fiscale.

La documentazione dovrà pervenire, tramite raccomandata con ricevuta di ritorno, presso la sede della Nuova A.S.C.O.T.I., Largo Clinio Misserville,7 - 00144 Roma.

Per ogni chiarimento o per l’aggiornamento sul corso delle cause è possibile contattare i legali ai seguenti numeri telefonici:
Avv. Elisabetta De Castro Tel: 347-1887088 e-mail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Avv. Roberta Perna Tel: 06-3216476 e-mail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Il Presidente della Nuova A.S.C.O.T.I.
On. Dott. Michele Saccomanno

Lunedì, 12 Dicembre 2016 15:58

Ex specializzandi: ricorsi ancora possibili

C’e’ ancora uno spiraglio per tantissimi medici ex specializzandi, anche ortopedici, che ad oggi non hanno presentato ricorso per ottenere il compenso per gli anni di specializzazione”. A comunicarlo, in una nota, è il sindacato degli ortopedici Nuova Ascoti. "Gli ultimi orientamenti giurisprudenziali sembrerebbero indicare che il termine della prescrizione, decennale, decorre dall’emanazione dei decreti attuativi del 2007 e non dall’entrata in vigore del decreto legislativo n. 368/1999. Questo significa che il diritto si prescriverebbe nel 2017. Per questi motivi, chi non ha ancora presentato ricorso può farlo in tempi brevi. L’assistenza legale è gratuita, le spese vive sono a carico del sindacato. In caso di esito positivo agli avvocati di Nuova Ascoti sarà dovuto il 5 per cento".

"Quella che conduciamo da anni - afferma il presidente di Nuova Ascoti Michele Saccomanno - per consentire a tanti colleghi di ottenere quanto dovuto è una battaglia sacrosanta. In questi giorni, e lo comunicheremo tempestivamente, stanno arrivando i risarcimenti per 400 colleghi per i ricorsi presentati tra la fine degli Anni Novanta e l'inizio degli Anni Duemila".

Giovedì, 03 Novembre 2016 09:57

Rc obbligatoria per la sanità

Via libera della XII commissione del senato al ddl sulla responsabilità professionale.
Tutte le strutture tenuta all'assicurazione verso terzi.

Le strutture sanitarie e sociosanitarie sia pubbliche che private dovranno essere provviste di copertura assicurativa per la responsabilità civile verso terzi e per la responsabilità civile verso prestatori d'opera per danni cagionati dal personale operante che vi opera.
La medesima disposizione si applicherà, inoltre, anche alle prestazioni sanitarie svolte in regime di libera professione ovvero in regime di convenzione con il Servizio sanitario nazionale compresi coloro che svolgono attività di formazione, aggiornamento, ricerca e sperimentazione clinica. Queste alcune delle novità apportate, con un emendamento a firma del relatore Amedeo Bianco (Pd), al ddl sulla responsabilità professionale in campo sanitario che, ieri, è stato approvato dalla commissione igiene e sanità del senato. Il testo passerà, quindi, all'esame dell'aula per approdare alla camera per il terzo e ultimo passaggio.

Nel corso dei lavori che hanno portato all'approvazione del testo, sempre con una proposta del relatore si à deciso che con decreto del ministo dello sviluppo economico, da emanare entro 120 giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, saranno individuati i dati relativi alle polizze stipulate, forniti i termini per l'accesso a tali dati, stabilità le modalità per la loro comunicazione da parte delle strutture e degli esercenti le professioni sanitarie all'Osservatorio nazionale sulla sicurezza nella sanità.

Il decreto verrà realizzato di concerto con il ministro della salute e sentito l'Istituto per la vigilanza sulle assicurazioni (Ivass). Inoltre, con emendamento a prima firma della senatrice Manuele Granaiola (Pd) si prevede che le strutture sanitarie dovranno dotarsi di un fondo rischi per far fronte ai risarcimenti relativi ai sinistri denunciati. Infine, le strutture sanitarie e sociosanitarie e assicurazioni dovranno comunicare all'esercente la professione sanitaria, entro dieci giorni dalla ricezione della notifica dell'atto introduttivo, l'instaurazione del giudizio promosso nei loro confronti dal danneggiato mediante Pec o lettera raccomandata con avviso di ricevimento contenente copia dell'atto. Successivamente le strutture, in base a quanto previsto da un emendamento di Luigi d'Ambrosio Lettieri (CoR), comunicheranno all'esercente la professione sanitaria l'avvio della trattative stragiudiziali con il paziente, con invito a prendere parte. L'omissione o l'incompletezza della comunicazione precluderà l'ammissibilità del giudizio di rivalsa.

Soddisfazione per l'approvazione del testo è stata espressa sia dal sottosegretario al ministero della salute Vito De Filippo, sia da Michele Saccomanno, presidente del sindacato degli ortopedici Nuova Ascoti ad avviso del quale "ci sono ancora carenze per annullare la medicina difensiva, ma con l'ok di oggi sono stati fatti grandi progressi, con grande soddisfazion per il paziente che si troverà un medico più sereno in sala operatoria.

Di Pasquale Quaranta
Italia Oggi del 3 novembre 2016

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