Segreteria

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Abbiamo ricevuto la richiesta da parte di una collega specialista in ortopedia, madre ed unica affidataria di un bambino di 6 anni, sulla possibilità di essere esonerata dai turni di guardia notturni.

Di questo il Presidente della nuova AScoTi ha incaricato l’avvocato Roberta Perna, della quale riportiamo la risposta.

Riscontro la Vostra richiesta relativa alla possibile esenzione dal lavoro notturno di una madre, medico ortopedico, unica affidataria di un figlio di età di 6 anni.

A tal proposito, ed in risposta alla Sua domanda, le confermo che il D.lgs n. 66 del 2003, relativo agli Aspetti organizzativi dell’orario di lavoro, è attualmente in vigore. Tale normativa va coordinata con il T.U. recante disposizioni legislative a tutela e sostegno della maternità e della paternità (D.lgs n.151 del 26 marzo 2001), che è stato, a sua volta, modificato ed integrato dal D.lgs n. 115 del 23 aprile 2003.

L’ art. 53 comma 2 lett. b) del D.lgs 26 marzo 2001 n. 151 è testuale nel prevedere che «non sono obbligati a prestare lavoro notturno la lavoratrice o il lavoratore che sia l’unico genitore affidatario di un figlio convivente di età inferiore a dodici anni». Tale norma ha portata generale e, pertanto, trova sicuramente applicazione anche in favore dei medici ortopedici che si trovino nella situazione dalla stessa descritta.

La norma invocata ha una funzione facilmente comprensibile: quella di impedire che il genitore unico affidatario del minore convivente sia costretto a venir meno ai suoi doveri di protezione e cure sanciti dalla convenzione sui diritti del fanciullo, ratificata con la l. 27 maggio 1991 n. 176 , proprio nelle ore in cui è ancora più problematico trovare soluzioni alternative.

Di recente è intervenuto un riordino della materia relativa ai congedi, le aspettative ed i permessi (D.lgs n. 119 del 18 luglio 2011), che, però, non ha modificato l’articolo de quo.

Alla luce delle predette disposizioni legislative, la Vostra iscrit- ta potrà certamente godere dell’esenzione dal lavoro notturno accordata ai lavoratori, unici affidatari di figli di età inferiori agli anni 12.

Rimanendo a Sua disposizione per qualunque ulteriore chiarimento, porgo cordiali saluti.

Roberta Perna

Il quadro normativo nel quale la questione si colloca rientra nelle disposizioni legislative previste dall’art. 15 nonies comma 1 del d.lgs n. 502/1992 che, nel testo modificato dall’art. 22 della Legge 183 del 2010 ha fissato al 65° anno di età il limite massimo per il collocamento a riposo dei dirigenti medici e del relativo ruolo sanitario del SSN introducendo ulteriori specifiche sul punto (1).

L’articolo sopra enunciato afferma oggi che “Il limite massimo di età per il collocamento a riposo dei dirigenti medici e del ruolo sanitario del Servizio sanitario nazionale, ivi compresi i responsabili di struttura complessa, è stabilito al compimento del sessantacinquesimo anno di età, ovvero, su istanza dell’interessato, al maturare del quarantesimo anno di servizio effettivo. In ogni caso il limite massimo di permanenza non può superare il settantesimo anno di età e la permanenza in servizio non può dar luogo ad un aumento del numero dei dirigenti. È abrogata la legge 19 febbraio 1991 n. 50, fatto salvo il diritto a rimanere in servizio per coloro i quali hanno già ottenuto il beneficio”.

Il testo dell’art. 22 della Legge 183/10 è composto altresì da ulteriori n. 2 commi. Il comma 2 fa riferimento al comma 1 dell’art. 16 del d.lgs n. 503 del 30.12.1992 al termine del quale viene aggiunto un nuovo periodo dal seguente tenore: “È in facoltà dei dipendenti civili dello Stato e degli enti pubblici non economici di permanere in servizio, con effetto dalla data di entrata in vigore della legge 13.10.1992 n. 421 per un periodo massimo di un biennio oltre i limiti di età per il collocamento a riposo per essi previsti. I dipendenti in aspettativa non retribuita che ricoprono cariche elettive presentano la domanda alme- no 90 giorni prima del compimento del limite di età per il collocamento a riposo”.

Il successivo comma n. 3 prevede, invece, che la disposizione contenuta nel comma 1 del’art. 15 nonies del d.ls n. 502/92 come modificato dall’art. 22 comma 1 trovi applicazione anche ai dirigenti medici e del ruolo del SSN in servi- zio alla data del 31.01.2010.

La disposizione in oggetto ha quindi portata retroattiva rispetto all’entrata in vigore della legge ed implicando perciò che la stessa colpisce i dirigenti medici e del ruolo sanitario del SSN in servizio alla data del 31.01.2010, avendo più di 65 anni di età, ma con un’età inferiore ai 40 anni di anzianità di servizio effettivo i quali, se intendono proseguire con lo stessi avranno la possibilità di farlo presentando apposita istanza all’Amministrazione di Appartenenza.

Ma veniamo al nocciolo della questione: cosa deve essere inteso per Servizio Effettivo? Con nota operativa n. 56 del 22 dicembre 2010, l’ex INPDAP (oggi accorpata ad I.N.P.S.) aveva chiarito che “nella locuzione servizio effettivo fossero da ricomprendersi tutte quelle attività lavorative effettivamente rese, in particolare oltre al servizio prestato presso l’amministrazione o ente di appartenenza, anche i servizi comunque resi per lo Stato (quale ad esempio il servizio militare purché già valorizzato ai fini pensionistici), i servizi ricongiungibili ai sensi della Legge n.523/1954 o 1092/1973, i servizi correlati ad attività lavorative e ricongiunti ai sensi della Legge n.29/79 o n.45/1990 ovvero totalizzati ai sensi del Reg. CE 1606/1998 o ai sensi del D.lgs n.42/06 ed i servizi riscattati restando per contro esclusi i periodi valorizzati attraverso il riscatto di periodi non connessi ad attività effettivamente rese ma correlate a titoli di studio (ad es. laurea, dottorato di ricerca etc.).

La nota sopra citata, di larga portata conoscitiva, aveva determinato forti dubbi e divergenze sulla corretta applicabilità dell’art. 15 nonies sopra citato così come modificato dalla Legge 183/10 soprattutto per quel che concerneva l’avvenuta partecipazione al servizio militare del medico nell’alveo del calcolo del 40simo anno di servizio di quest’ultimo.

A dare una mano nella corretta interpretazione è venuta in soccorso la nota della Presidenza del Consiglio dei Ministri (dipartimento funzione pubblica) dfp 0054991 del 09.12.2010.

Ed infatti, dopo aver chiarito che, per “servizio effettivo” debba intendersi “qualunque tipo di servizio espletato dal pubblico dipendente presso qualunque datore di lavoro, sia pubblico che privato” la nota precisa che “esula dal concetto e dalla nozione stessa di servizio effettivo l’istituto del riscatto a qualunque titolo, sia con riferimento a periodi di studio che per altre causali, quali ad esempio il servizio militare o civile eventualmente prestato”.

Di conseguenza, la nota di cui sopra esclude che il servizio militare costituisca “servizio effettivo” ai fini di quel computo dell’anzianità prevista e richiesta dall’art. 15 nonies del D.lgs 502/1992 e ss.

Ciò, a prescindere dalla circostanza per cui quel servizio sia accreditato figurativamente o riscattato o comunque “coperto” in altro modo sotto il profilò previdenziale e concorra, perciò, ad incrementare l’anzianità contributiva.

D’altro canto emerge anche dalla lettura dei lavori parlamentari che hanno condotto all’approvazione della Legge n. 183/10 che il principio ispiratore la modifica dell’art. 15 nonies sopra indicato, consiste proprio nella tutela del lavoro inteso quest’ultimo come strumento di realizzazione della persona.

Laddove il legislatore ha fatto riferimento all’anzianità contributiva, l’ha fatto a chiare lettere.

Del resto, anche le recenti pronunce Giurisprudenziali confermano l’affermazione sopra enunciata.

Tra le più recenti abbiamo le ordinanze emesse dal Tribunale di Brescia del 10.8.2011 e del 4.11.2011: da ultimo anche un’altra pronuncia del Tribunale di Bergamo del 18.05.2012.

Le prime due ordinanze sopra citate hanno evidenziato come la novella introdotta dall’art. 22 Legge 183/2010 abbia reso irrilevante “il conseguimento dell’anzianità contributiva massima, essendo l’unico limite quello meramente anagrafico (70 anni...) ed il solo rilievo del servizio effettivo per un numero di anni superiore a quaranta.

“Per tale ultimo aspetto” prosegue l’ordinanza, “va escluso che possa essere utile al computo il servizio militare prestato” atteso che tutte le ipotesi in cui tale servizio è considerato rilevante sono accomunate dall’esser finalizzate “all’ottenimento di benefici previdenziali” fine del tutto diverso da quello relativo al prolungamento dell’attività lavorativa (ammesso sino ai 70 anni).

Ciò posto, si deve ESCLDERE che il “servizio militare” rientri nel novero di quei servizi effettivi utili ai fini del collocamento a riposo del personale dirigente medico del SSN.

* Foro di Brescia

Martedì, 27 Novembre 2012 14:45

Riproporre la definizione di Atto Medico

Continua l'azione del Presidente della Nuova ASCOTI, Sen. Michele Saccomanno, a favore dell'intera categoria dei medici.

Riproporre la definizione dell'atto medico è il passo necessario, indispensabile, essenziale per la depenalizzazione dello stesso, senza la quale un accesso chirurgico equivale ad una coltellata inflitta al paziente per attentare alla sua vita. 

Sull'argomento vi proponiamo il comunicato stampa pubblicato dal DoctorNews

Aggiornamento dei Lea con il parto indolore, definizione dell'atto medico, ampliamento della sfera dei soggetti che possono operare nelle reti delle cure palliative, avvio da parte dell'Aifa della procedura per la ricontrattazione dei prezzi dei medicinali valutati eccessivamente «onerosi» per il Ssn in rapporto al beneficio. Sono questi alcuni dei principali contenuti del Ddl sulla Sperimentazione clinica e riforma degli ordini delle professioni sanitarie, il cosiddetto Omnibus, che ha visto una ripresa dei lavori in commissione Igiene e sanità del Senato. Il testo su cui si sta discutendo è una riscrittura, operata dal ministero della Salute e dai relatori Michele Saccomanno (Pdl) e Lionello Cosentino (Pd), del Ddl che a suo tempo era stato presentato dall'ex ministro Ferruccio Fazio, con anche l'inserimento di molte delle tematiche che non avevano trovato spazio nel decreto Balduzzi. Per quanto riguarda i Lea, l'aggiornamento riguarderà le prestazioni a favore del parto indolore anche con il ricorso a tecniche di anestesia locale e di tipo epidurale. Per i professionisti, la condotta del medico non è offesa all'integrità fisica se eseguita conformemente alle norme etiche e deontologiche e a salvaguardia del paziente, mentre gli enti del Ssn dovranno istituire unità operative dedicate all'individuazione dei fattori di rischio e lo studio di soluzioni per la loro gestione e superamento. Novità anche per gli ordini con la possibilità di accorpamento di più sedi (anche sulla base del provvedimento sulle Province) e «la loro definzione come organi sussidiari dello Stato, dotati di autonomia patrimoniale, finanziaria, regolamentare e disciplinare». Confermata infine per inferimeri e assistenti sanitari, tra gli altri, la proposta di trasformare i Collegi in Ordini. Al capitolo cure palliative il dispositivo prevede un ampliamento della sfera dei soggetti che possono operare nelle reti pubbliche o private accreditate, che devono avere un'esperienza almeno quinquennale nel settore, certificata dalla Regione sulla base di criteri determinati dal presidente del Consiglio con la conferenza Stato-Regioni. Per il 2013 si potranno bandire concorsi per le assunzioni a tempo indeterminato. Maggiore flessibilità per Regioni e Asl con una parziale deroga al blocco del turn over per quelle sottoposte a piano di rientro, limitata al 25% e condizionata al raggiungimento degli obiettivi di piano. Tra gli altri contenuti, novità anche sui farmaci - per quelli eccessivamente onerosi per il Ssn l'Aifa avvierà la ricontrattazione dei prezzi e passeranno in fascia C i prodotti per cui le aziende non sono disposte a negoziare - e sulle farmacie, con la soppressione della pianta organica come strumento di programmazione del servizio farmaceutico sul territorio.

Martedì, 16 Ottobre 2012 13:59

La bozza del Decreto Balduzzi

Di seguito la bozza del Decreto Balduzzi uscito dalla prima valutazione della XII Commissione Affari sociali della Camera dei deputati.

 

RIFORMA DELLE CURE PRIMARIE (ART. 1)

L’assistenza territoriale. Arrivano gli ambulatori H24 con medici e infermieri

Le regioni organizzano l’assistenza primaria secondo modalità operative monoprofessionali denominate aggregazioni funzionali territoriali (AFT) e forme organizzative multiprofessionali denominate unità complesse di cure primarie (UCCP) che erogano prestazioni assistenziali tramite il coordinamento e l'integrazione dei medici, delle altre professionalità convenzionate con il Ssn, degli infermieri, delle ostetriche, delle tecniche, della riabilitazione, della prevenzione e del sociale a rilevanza sanitaria. Le unità complesse di cure primarie sono costituite in reti di poliambulatori territoriali dotati di strumentazione di base, aperti al pubblico per tutto l'arco della giornata, nonché nei giorni prefestivi e festivi con idonea turnazione. Le unità complesse operano in coordinamento e in collegamento telematico con le strutture ospedaliere. Le regioni, attraverso sistemi informatici, assicurano l'adesione obbligatoria dei medici all'assetto organizzativo e al sistema informativo nazionale, compresi gli aspetti relativi al sistema della tessera sanitaria nonché la partecipazione attiva all'implementazione della ricetta elettronica.

Le aggregazioni funzionali territoriali (AFT) e le unità complesse di cure primarie (UCCP) erogano l'assistenza primaria attraverso personale convenzionato con il Ssn. È prevista la presenza, nelle medesime strutture, anche di personale dipendente del Ssn in posizione di comando ove il soggetto pubblico incaricato dell'assistenza territoriale sia diverso dalla struttura di appartenenza. L'assistenza primaria nelle residenza sanitarie assistenziali (Rsa) può essere anche assicurata attraverso personale dipendente del Ssn.

Per i medici di medicina generale arriva il ruolo unico

Il personale convenzionato è costituito dai medici di medicina generale, dai pediatri di libera scelta e dagli specialisti ambulatoriali. Per i medici di medicina generale è istituito il ruolo unico, disciplinato dalla convenzione nazionale.

Le attività e le funzioni disciplinate dall'accordo collettivo nazionale sono individuate tra quelle previste nei Lea nei limiti delle disponibilità finanziarie complessive del Ssn, fatto salvo quanto previsto dalle singole regioni con riguardo ai livelli di assistenza ed alla relativa copertura economica a carico del bilancio regionale.

Nell'ambito del Patto della salute vengono definite modalità, criteri e procedure per valorizzare, ai fini della formazione specifica in medicina generale, l'attività remunerata svolta dai medici in formazione presso i servizi dell'azienda sanitaria e della medicina convenzionata.

Convenzioni da adeguare

Entro 180 giorni dall’entrata in vigore della legge di conversione del decreto gli accordi collettivi nazionali che disciplinano i rapporti con i Mmg, Pls e gli specialisti ambulatoriali devono essere adeguati. Entro i successivi 90 giorni, senza ulteriori oneri per la finanza pubblica, sono stipulati i relativi accordi regionali attuativi. Decorso il termine il Ministro della Salute di concerto con quello dell’Economia, sentita la Conferenza delle Regioni e i Sindacati emana le disposizioni per l’attuazione in via transitoria.

Mobilità del personale delle aziende sanitarie

Le regioni per esigenze di riorganizzazione della rete assistenziale possono attuare previo confronto con le organizzazioni sindacali firmatarie dei Ccnl, processi di mobilità del personale dipendente dalle aziende sanitarie con ricollocazione del personale presso altre aziende sanitarie della regione anche al di fuori dell'ambito provinciale.

 

INTRAMOENIA (ART. 2)

Gli spazi per la libera professione. Prorogata al 31 dicembre 2012 la ricognizione degli spazi

Realizzazione delle strutture per l’Alpi entro il 31 dicembre 2014. Ricognizione degli spazi disponibili e valutazione dei volumi delle prestazioni effettuate entro gli ultimi due anni entro il 31 dicembre 2012. Se necessario, possibilità di acquistare e affittare presso strutture sanitarie autorizzate non accreditate, e stipulare convenzioni con altri soggetti pubblici, spazi ambulatoriali esterni, aziendali e pluridisciplinari per l’Alpi sia istituzionale, sia ordinaria.

Possibilità di adottare, dove non sono disponibili spazi ad hoc, un programma sperimentale per svolgere la Lpi presso studi professionali privati collegati in rete.

Realizzazione dell’infrastruttura per il collegamento in rete da realizzare entro il 31 marzo 2013.

Predisposta e attivata il entro il 31 marzo 2013 un’infrastruttura di rete telematica per il collegamento in voce o in dati tra le strutture che erogano le prestazioni in Alpi per gestire prenotazioni, impegno orario del medico, pazienti visitati, prescrizioni ed estremi dei pagamenti, anche in raccordo con il fascicolo sanitario elettronico.

Divieto di svolgimento dell’Alpi

Non potrà essere svolta presso studi professionali collegati in rete dove operano anche professionisti non dipendenti o non convenzionati del Ssn, ovvero dipendenti non in regime di esclusività, salvo deroga dell’azienda del Ssn e a condizione che sia garantita la completa tracciabilità delle singole prestazioni.

Tracciabilità e tempi dei pagamenti

Assicurata la tracciabilità delle prestazioni e dei relativi pagamenti. Per assicurare trasparenza ai pazienti, sarà descritta voce per voce nella ricevuta fiscale la composizione degli importi corrisposti al medico. L’azienda corrisponde entro 90 giorni dal pagamento delle prestazioni gli onorari ai medici.

Tariffario massime per la remunerazione delle prestazioni (ART. 2 Bis)

Istituita una commissione per l’aggiornamento delle tariffe entro 15 gg dall’approvazione del Decreto. Il ministero della Salute, di concerto con l’Economia sentita la Stato Regioni provvede entro 90 giorni dall’insediamento della Commissione, all’eventuale aggiornamento delle tariffe.

 

RESPONSABILITÀ PROFESSIONALE E RISCHIO CLINICO (ART. 3)

Se ci si è attenuti alle linee guida si risponderà dei danni solo in caso di dolo o colpa grave

L’esercente delle professioni sanitarie che si attiene a linee guida e a buone pratiche accreditate dalla comunità scientifica nazionale e internazionale risponde dei danni solo in caso di dolo o colpa grave.

Arriva il fondo ad hoc e l’obbligo di polizza per tutte le strutture sanitarie

Disciplinati entro il 30 giugno 2013 le procedure e i requisiti minimi e uniformi per l’idoneità dei contratti assicurativi. Obbligo di copertura assicurativa con un Fondo ad hoc per alcune categorie a rischio professionale.

Obbligo per tutte le strutture sanitarie pubbliche e private di copertura assicurativa obbligatoria per responsabilità civile per danni ai pazienti per condotta colposa degli operatori o per carenze organizzative degli amministratori. Il danno verrà risarcito direttamente dall’assicuratore entro i limiti previsti contrattualmente. Il danno biologico è risarcito sulla base delle tabelle previste dalla legge 209/2005.

 

UNITÀ DI RISK MANAGEMENT (ART. 3 Bis)

Istituito l’Osservatorio nazionale per il monitoraggio del rischio clinico

Le strutture pubbliche e private accreditate devono individuare, all’interno della propria organizzazione o con il ricorso a soggetti esterni dotati di specifica competenza in materia un’unità di risk management. Aziende ospedaliere, Aziende ospedaliere universitarie, Irccs e ospedali classificati devono individuare, le situazioni e le prestazioni sanitarie potenzialmente rischiose indicando le soluzioni da adottare per superarle. Istituito dall’entrata in vigore della legge l’Osservatorio nazionale per il monitoraggio del rischio clinico.

DIRIGENZA SANITARIA E GOVERNO CLINICO (ART. 4)

Arriva l’albo dei Direttori generali

I direttori generali delle aziende e degli enti del Ssr sono nominati attingendo obbligatoriamente da un elenco regionale di idonei, o da analoghi elenchi di altre regioni. I criteri di costituzione degli elenchi sono individuati da una commissione costituita dalla regione. Gli elenchi sono aggiornati almeno ogni due anni.

Ai direttori generali è richiesta, oltre alla laurea anche un’esperienza dirigenziale almeno quinquennale in campo sanitario o settennale in altro settore.

Internet è il veicolo per garantire pubblicità e trasparenza attraverso la pubblicazione dei bandi, delle procedure di selezione, delle nomine e dei cv.

Nomine anche oltre i 65 anni e verifiche anche in base agli esiti del PNE

Secondo l’emendamento approvato possono accedere alla selezione di Direttore Generale anche coloro che abbiano superato i 65 anni d’età. Viene meno quindi meno il limite previsto dal testo originario del decreto.

I dirigenti medici e sanitari sono sottoposti a valutazione annuale sulla base di linee guida.

Gli strumenti per la valutazione dei dirigenti medici e sanitari tengono anche conto del programma nazionale valutazione esiti.

La Commissionedi valutazione per la selezione del Dg

La selezione viene effettuata da una commissione composta dal direttore sanitario dell’azienda interessata e da tre direttori di struttura complessa individuati tramite sorteggio da un elenco nazionale nominativo costituito dall'insieme degli elenchi regionali dei direttori di struttura complessa della medesima disciplina. La commissione elegge un presidente tra i componenti sorteggiati.

La deroga sul pensionamento alla riforma Fornero

I dipendenti del Ssn che, secondo le vecchie regole, sarebbero potuti andare in pensione a dicembre 2014 potrebbero farlo e in più con 30 mesi di contribuzione figurativa aggiuntiva.

Limite di età per i dirigenti medici sale a 70 anni

L’età per la pensione dei dirigenti medici e sanitari è fissato a 67 anni. Su proposta dell'azienda, se l’interessato è d’accordo, il limite può essere a 70 anni. Questo però non deve gravare l'azienda sul numero complessivo dei dirigenti.

Il Collegio di direzione dell’Aziende sanitarie

Le regioni istituiscono il collegio di direzione, che è organo dell'azienda. La composizione deve garantire la partecipazione di tutte le figure professionali presenti nella azienda o nell'ente. Il collegio di direzione concorre al governo delle attività cliniche, partecipa alla pianificazione delle attività. Nelle aziende universitarie il collegio di direzione partecipa alla pianificazione delle attività di ricerca e didattica. Il collegio di direzione partecipa anche alla valutazione interna dei risultati raggiunti in relazione agli obiettivi prefissati ed è consultato dal DG su tutto quanto attiene il governo delle attività cliniche.

Proroghe per i contratti a tempo determinato del personale, anche dirigente, del SSN

Sono prorogati i contratti a tempo determinato del personale del SSN, compresi i dirigenti. La proroga dei contratti non costituisce nuova assunzione ed esclude per questa tipologia professionale l’applicazione del Dlgs n.368/2001.

Disposizioni in materia di assunzioni del personale del Ssn e livelli di spesa (ART. 4 Bis)

Le aziende sanitarie locali possono bandire concorsi pubblici per assumere personale a tempo indeterminato, prevedendo una riserva di posti, non superiore al 50 per cento dei posti messi a concorso, per il personale non dirigenziale del Ssn con contratto a tempo determinato che al 31 dicembre 2012 ha maturato, nell'ultimo quinquennio, almeno tre anni di anzianità nelle Asl.

Dal 2013 le Asl, autorizzate dalla Regione, possono superare il limite di spesa per le assunzioni se necessario a garantire l’erogazione dei servizi sanitari e il rispetto dei Lea; la spesa complessiva però non può essere superiore alla spesa sostenuta per le stesse finalità nell'anno 2009.

Al fine di garantire i Lea dal 2012, gli enti del servizio sanitario delle Regioni sottoposte, per almeno un biennio, al blocco automatico del turn over possono procedere a nuove assunzioni di personale a tempo indeterminato, nel limite massimo del 25 per cento del personale cessato dal servizio nell'anno immediatamente precedente, previa autorizzazione della Regione. La spesa per il personale assunto non può superare del 25 per cento quella sostenuta per le spese di personale cessato dal servizio nell'anno precedente.

 

AGGIORNAMENTO DEI LEA (ART. 5)

Novità su cronicità, malattie rare e ludopatia

Un decreto del presidente del Consiglio, da emanare entro il 31 dicembre 2012, aggiornerà il Lea per le malattie croniche e per le malattie rare.

Il Ministero dell’Economia di concerto con quello della Salute dovranno istituire un apposito Fondo, che verrà alimentato dai proventi dei giochi, con l’obiettivo di garantire idonea copertura finanziaria ai livelli essenziali di assistenza con riferimento alle prestazioni di prevenzione, cura e riabilitazione rivolte alle persone affette da ludopatia.

 

EDILIZIA SANITARIA (ART. 6)

Al via la ristrutturazione degli edifici del SSN con un occhio alla ‘green-economy’

La procedura dei lavori di ristrutturazione e di adeguamento nonché di realizzazione di strutture ospedaliere da realizzarsi attraverso contratti di partenariato pubblico privato può prevedere la cessione all’aggiudicatario, come componente del corrispettivo, di strutture ospedaliere da dismettere, anche nel caso questo comporti il cambiamento di destinazione d’uso.

Sono previste norme per l’aggiornamento della normativa antincendio delle strutture sanitarie e socio-sanitarie pubbliche e private. I lavori di ristrutturazione nonché di costruzione di strutture ospedaliere devono prevedere anche interventi di risparmio energetico ovvero anche l'utilizzo di fonti energetiche rinnovabili, nonché interventi ecosostenibili quali quelli finalizzati al risparmio delle risorse idriche e al riutilizzo delle acque meteoriche.

 

MISURE FINANZIARIE E PATRIMONIALI A FAVORE DELLE REGIONI (ART. 6 Bis)

In parziale deroga al del decreto legislativo 23 giugno 2011, n 118, le eventuali plusvalenze derivanti dalle operazioni di vendita di immobili per l'importo eccedente il valore destinato al ripiano del disavanzo sanitario dell'esercizio 2011, possono essere utilizzate dalla Regione per finalità extrasanitarie. Prorogata al 31 dicembre 2013 l’impossibilità d’intraprendere o perseguire azioni esecutive (sui crediti vantati) nei confronti delle aziende sanitarie locali e ospedaliere delle regioni in Piano di rientro.

 

FUMO, ALCOL, LUDOPATIA E CERTIFICATI SPORTIVI (ART. 7)

Vietate le sigarette ai minori. Multe fino a 2.000 euro

É vietata la vendita di prodotti del tabacco ai minorenni. Chiunque vende deve chiedere il documento d’identità a meno che la maggiore età dell’acquirente non sia manifesta.

La sanzione per il tabaccaio va da 250 a 1000 euro, nel caso di recidiva la sanzione sale da 500 a 2000 euro, fino alla sospensione, per tre mesi, della licenza.

I distributori automatici per la vendita di prodotti del tabacco devono essere dotati, entro il primo gennaio 2013 dall’entrata in vigore del decreto, di un sistema automatico di rilevamento dell’età.

Restrizioni agli spot che pubblicizzano il gioco. Sanzioni fino a 500.000 euro

Sì agli spot sul gioco ma con alcune restrizioni. È previsto infatti il divieto su ogni tipo di media (giornali, riviste, tv, radio, teatro, cinema e internet) alle pubblicità che inducono al gioco dove è prevista vincita in denaro a meno che: non siano ben presenti formule di avvertimento sul rischio di dipendenza e contenenti le note informative sulle probabilità di vincita, lo spot non esalti troppo la pratica del gioco o vi siano presenti minori. In ogni caso sono vietati i messaggi pubblicitari concernenti il gioco con vincite in denaro nel corso di trasmissioni televisive o radiofoniche e di rappresentazioni teatrali o cinematografiche rivolte prevalentemente ai minori nei trenta minuti precedenti e successivi alla trasmissione delle stesse. Qualora non sia possibile apporre le formule di avvertimento sulle schedine da gioco deve essere in ogni caso indicato sulla medesima ove poter consultare le note informative sulle probabilità di vincita.

In caso di violazione è prevista una sanzione da 100.000 euro fino a 500.000 euro nei confronti del committente del proprietario del mezzo con cui lo spot è diffuso. L’inosservanza sulle misure attinenti le formule di avvertimento sono punite con una sanzione da 50.000 euro nei confronti del concessionario. è vietata la messa a disposizione presso qualsiasi pubblico esercizio di apparecchiature che, attraverso la connessione telematica, consentano ai clienti di giocare sulle piattaforme di gioco messe a disposizione dai concessionari on-line.

Obbligo di esposizione del materiale informativo sui rischi correlati al gioco

I gestori di sale da gioco e di esercizi in cui vi sia offerta di giochi pubblici, ovvero di scommesse su eventi sportivi, anche ippici, e non sportivi, sono tenuti a esporre, all'ingresso e all'interno dei locali, il materiale informativo predisposto dalle Asl diretto a evidenziare i rischi correlati al gioco e a segnalare la presenza sul territorio dei servizi di assistenza pubblici e del privato sociale dedicati alla cura e al reinserimento sociale delle persone con patologie correlate al G.A.P. Le disposizioni scattano dal 1 gennaio 2013.

Il Ministero dell'Economia, entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto, emana un decreto per la progressiva introduzione obbligatoria di idonee soluzioni tecniche volte a bloccare automaticamente l'accesso ai giochi per i minori, anche mediante l'uso esclusivo di tessera elettronica, tessera sanitaria o codice fiscale, nonché volte ad avvertire automaticamente il giocatore dei pericoli di dipendenza dal gioco.

Predisposti 10.000 controlli e nuova mappatura delle aree

L’Amministrazione autonoma dei monopoli di Stato pianifica su base annua almeno 10.000 controlli destinati al contrasto del gioco minorile. Entro 120 giorni dall’entrata in vigore della legge il Ministro dell’Economia di concerto con quello della Salute, previa intesa sancita in Conferenza unificata emana un decreto che definisce i criteri per la collocazione dei punti di gioco (Si dovrà tenere conto anche della prossimità dei luoghi di culto, scuole, strutture sanitarie, centri sportivi e socio-ricreativi. Sarà poi compito della stessa Amministrazione dei monopoli di Stato pianificare le forme di progressiva ricollocazione dei punti fisici ove poter giocare.

Divieto di vendere alcol ai minori. Multe fino a 25.000 euro

Chiunque vende bevande alcoliche ha l'obbligo di chiedere all'acquirente, all'atto dell'acquisto, l'esibizione di un documento di identità, tranne nei casi in cui la maggiore età dell'acquirente sia manifesta. Si applica la sanzione amministrativa pecuniaria da 250 a 1.000 euro a chiunque vende bevande alcoliche ai minori di anni diciotto. Se il fatto è commesso più di una volta si applica anche la sanzione amministrativa pecuniaria da 1.000 a 25.000 euro con la sospensione per tre mesi dell'attività.

Certificazione medica per attività sportiva non agonistica

Al fine di salvaguardare la salute dei cittadini che praticano un'attività sportiva non agonistica o amatoriale il Ministro della salute, con proprio decreto, adottato di concerto con il Ministro delegato al turismo e allo sport, dispone definisce garanzie sanitarie mediante l'obbligo di idonea certificazione medica, e comunque dal compimento dei 6 anni di vita ad eccezione delle attività di educazione fisica durante l'orario scolastico.

Quattro milioni di euro per i defibrillatori dall’aumento delle aliquote su tabacchi

Con decreto del ministro della Salute, adottato di concerto con il Ministro delegato al turismo e allo sport, dispone le linee guida per l'effettuazione di controlli sanitari sui praticanti e per la dotazione obbligatoria e l'impiego di defibrillatori semiautomatici e di eventuali altri dispositivi salvavita, da parte di società sportive professionistiche e dilettantistiche, di scuole secondarie superiori e università dotate impianti sportivi, nonché da parte di soggetti gestori di impianti ove si svolge una rilevante pratica sportiva amatoriale anche da parte di non soci. Per la promozione dell’impiego dei defibrillatori è incrementato il fondo ad hoc di 4 milioni di euro per l’anno 2013. Le risorse aggiuntive è previsto che deriveranno da un aumento delle aliquote sui tabacchi.

 

NORME IN MATERIA DI SICUREZZA ALIMENTARE E DI BEVANDE (ART.8)

Stabilimenti di produzione di alimenti speciali

Gli stabilimenti di produzione e confezionamento dei prodotti alimentari destinati a una alimentazione particolare sono riconosciuti dalle regioni, dalle province autonome di Trento e di Bolzano e dalle aziende sanitarie locali previa verifica in loco di determinati requisiti. Le Aziende sanitarie locali competenti comunicano i dati al ministero della Salute i dati relativi.

Nuove disposizioni per la vendita di pesce e latte. Sanzioni fino a 20.000 euro

L'operatore del settore alimentare che offre in vendita al consumatore finale pesce e cefalopodi freschi, nonché prodotti di acqua dolce, sfusi o preimballati per la vendita diretta, è tenuto ad apporre in modo visibile apposito cartello con le informazioni indicate con decreto del ministro della Salute riportanti le informazioni sulle corrette condizioni di impiego. Sanzioni da 600 a 3.500 euro.

L'operatore del settore alimentare che immette sul mercato latte crudo o crema cruda destinati all'alimentazione umana diretta, deve riportare sulla confezione del prodotto le informazioni indicate con decreto del ministro della Salute. In caso di cessione diretta di latte crudo, l'operatore provvede con l'esposizione di un cartello ad informare il consumatore finale di consumare il prodotto previa bollitura.

L'operatore del settore alimentare che, per la produzione di gelati utilizza latte crudo, deve garantire che durante le fasi di lavorazione sia sottoposto a trattamento termico.

La somministrazione di latte crudo e crema cruda nell'ambito della ristorazione collettiva, comprese le mense scolastiche, e' vietata.

Gli operatori che non rispettano le disposizioni sono soggetti all'applicazione della sanzione amministrativa pecuniaria da 2.000 a 20.000 euro.

Almeno il 20% di succo naturale nelle bevande analcoliche

Le bevande analcoliche vendute con denominazioni di fantasia, il cui gusto ed aroma fondamentale deriva dal loro contenuto di essenze di agrumi, o di paste aromatizzanti di agrumi, devono essere commercializzate con un contenuto di succo naturale non inferiore al 20%. Le bevande prodotte anteriormente alla data di entrata in vigore della legge possono essere commercializzate entro i successivi otto mesi.

Distributori di frutta nelle scuole

Al fine di incoraggiare il consumo di prodotti vegetali freschi, le regioni possono adottare provvedimenti rivolti a promuovere la distribuzione di frutta fresca di stagione in buste monoporzioni, mediante l'installazione di appositi distributori automatici negli istituti scolastici.

 

DISPOSIZIONI IN MATERIA DI EMERGENZE VETERINARIE (ART. 9)

Malattie infettive del bestiame.Tempi più precisi per affrontare le emergenze

In presenza di malattie infettive del bestiame, anche di rilevanza internazionale, che abbiano carattere emergenziale, il Presidente del Consiglio dei Ministri diffida la regione interessata ad adottare entro 15 giorni gli atti necessari alla salvaguardia della salute dell’uomo e degli animali. In caso la regione sia inadempiente viene nominato un commissario ad acta per la risoluzione dell’emergenza o il conseguimento dell’eradicazione. Gli oneri per l’attività del Commissario sono a carico della Regione inadempiente.

FARMACI E INNOVATIVITÀ TERAPEUTICA (ART. 10)

Autorizzazione per la produzione di materia prima. Meno burocrazia

La produzione di una specifica materia prima farmacologicamente attiva destinata esclusivamente alla produzione di medicinali sperimentali da utilizzare in sperimentazioni cliniche di fase I non necessita di specifica autorizzazione se, previa notifica all’Aifa da parte del titolare dell’officina, è effettuata nel rispetto delle norme di buona fabbricazione in un’officina autorizzata.

Entro il 31 dicembre 2014 l’Aifa trasmette al ministro della Salute e pubblica sul suo sito internet una relazione sugli effetti della questa disposizione e sui possibili effetti della estensione della disciplina ai medicinali sperimentali impiegati nelle sperimentazioni cliniche di fase II.

Trasmissione dei dati di vendita dei farmaci. Abolite le sanzioni per chi trasgredisce

Le aziende titolari di Aic e le aziende responsabili della commercializzazione dei medicinali sono tenute alla trasmissione dei dati di vendita secondo le modalità previste dal decreto del ministro della Salute 15 luglio 2004. Abrogata la previsione della sanzione amministrativa da 10 mila euro a 60 euro per chi viola la norma.

Sospensione dell’Aic

Può essere disposta quando siano anche di lieve entità le irregolarità previste non solo dal comma 2, ma anche dal comma 3 dell’articolo 141 del Dlgs 219/2006 e successive modificazioni.

Farmaci innovativi. La disponibilità sarà immediata

Indipendentemente dall’inserimento nei prontuari terapeutici ospedalieri o regionali, le Regioni devono assicurare l’immediata disponibilità agli assistiti dei medicinali ad “innovatività terapeutica” così come definito dell'Accordo Stato Regioni 18 novembre 2010 – secondo il giudizio della Commissione tecnico scientifica dell’Aifa - a carico del Servizio sanitario nazionale ed erogati attraverso gli ospedali e le aziende sanitarie locali.

Le Regioni sono tenute ad aggiornare con periodicità almeno semestrale i prontuari terapeutici ospedalieri e ogni altro strumento analogo regionale allo scopo di razionalizzare l’impiego dei farmaci da parte delle strutture pubbliche, di consolidare prassi assistenziali e di guidare i clinici in percorsi diagnostico-terapeutici specifici. La copia dei prontuari aggiornati dovrà essere trasmessa all’Aifa.

Quando una Regione comunica all’Aifa dubbi sui requisiti di innovatività riconosciuti a un medicinale, l’Aifa sottopone la questione alla Commissione consultiva tecnico-scientifica affinchè la riesamini ed emetta un parere motivato entro 60 giorni.

Presso l’Aifa è istituito un tavolo permanente di monitoraggio dei prontuari terapeutici ospedalieri, al quale partecipano, a titolo gratuito, rappresentanti della stessa Agenzia, delle Regioni e del Ministero della salute. Il tavolo discute eventuali criticità nella gestione dei prontuari e fornisce linee guida per l’armonizzazione e l’aggiornamento degli stessi, anche attraverso audizioni periodiche delle organizzazioni civiche di tutela del diritto alla salute maggiormente rappresentative a livello nazionale.

 

PRONTUARIO E ALTRE NORME SU FARMACI E FARMACIE (ART. 11)

Revisione straordinaria del Prontuario farmaceutico nazionale

Entro il 30 giugno 2013 l'Aifa, sulla base delle valutazioni della Commissione consultiva tecnico-scientifica e del Comitato prezzi e rimborso, provvede ad una revisione straordinaria del Prontuario farmaceutico nazionale, collocando in Fascia C i farmaci considerati terapeuticamente superati.

I medicinali equivalenti ai medicinali di cui è in scadenza il brevetto o il certificato di protezione complementare non possono essere classificati come farmaci a carico del Ssn prima della data di scadenza del brevetto o del certificato di protezione complementare, pubblicata dal Ministero dello sviluppo economico.

Se un farmaco viene escluso dalla rimborsabilità, l’Aifa può stabilire che venga ulteriormente dispensato a carico del Ssn fino al completamento della terapia in pazienti già in trattamento.

Dosaggi e confezioni personalizzate. Via libera alle sperimentazioni

Le Regioni sono autorizzate a sperimentare sistemi di riconfezionamento, anche personalizzato, e di distribuzione dei medicinali agli assistiti in trattamento presso strutture ospedaliere e residenziali, al fine di eliminare sprechi di prodotti e rischi di errori e di consumi impropri.

Le operazioni di sconfezionamento e riconfezionamento dei medicinali sono effettuate nel rispetto delle norme di buona fabbricazione con indicazione del numero di lotto di origine e della data di scadenza. L'Aifa, su richiesta della regione, autorizza l'allestimento e la fornitura alle strutture sanitarie che partecipano alla sperimentazione di macroconfezioni di medicinali in grado di agevolare le operazioni predette.

Titolarità di farmacia in caso di procedimento penale (ART. 11-Bis)

L'autorizzazione sanitaria all'esercizio della farmacia, in caso di condanna con sentenza di primo grado per i fatti disciplinati dal comma 811 art. 1 legge n.296/2006 in materia di truffe a carico del SSN, non può essere trasferita per atto tra vivi fino alla conclusione del procedimento penale a seguito di sentenza definitiva.

 

FARMACI EROGABILI DAL SSN (ART. 12)

Domande e autorizzazioni

La domanda di classificazione di un medicinale fra i medicinali erogabili a carico del Ssn è istruita dall'Aifa contestualmente alla contrattazione del relativo prezzo. L'azienda farmaceutica interessata può presentare all'Aifa la medesima richiesta soltanto dopo aver ottenuto l'autorizzazione all'immissione in commercio del medicinale. 

La domanda riguardante farmaci orfani o altri farmaci di eccezionale rilevanza terapeutica e sociale previsti in una specifica deliberazione dell'Aifa o medicinali utilizzabili esclusivamente in ambiente ospedaliero o in strutture assimilabili può essere presentata anteriormente al rilascio dell'autorizzazione all'immissione in commercio.

L’Aifa comunica all'interessato le proprie determinazioni entro 180 giorni.

I medicinali che ottengono un'autorizzazione all'immissione in commercio comunitaria a norma dei regolamenti CE sono automaticamente collocati in apposita sezione, dedicata ai farmaci non ancora valutati ai fini della rimborsabilità, della classe C.

Ciascun medicinale che abbia le caratteristiche di medicinale generico o di medicinale biosimilare è automaticamente collocato, senza contrattazione del prezzo, nella classe di rimborso a cui appartiene il medicinale di riferimento qualora l'azienda titolare proponga un prezzo di vendita di evidente convenienza per il Servizio sanitario nazionale.

Quando è autorizzata una estensione delle indicazioni terapeutiche di un medicinale autorizzato all'immissione in commercio secondo la procedura prevista dai regolamenti comunitari e già classificato come farmaco erogabile dal Servizio sanitario nazionale, il medicinale non può essere prescritto per le nuove indicazioni con onere a carico del Servizio sanitario nazionale prima della conclusione della procedura di contrattazione del prezzo e della correlata conferma della rimborsabilità del medicinale medesimo, nonché della pubblicazione, da parte dell'Aifa, del nuovo prezzo ai sensi della normativa vigente. Quando è autorizzata una estensione delle indicazioni terapeutiche di un medicinale autorizzato all'immissione in commercio, e già classificato come farmaco erogabile dal Servizio sanitario nazionale, il provvedimento che autorizza l'estensione delle indicazioni terapeutiche contiene, altresì, il prezzo concordato in seguito alla nuova procedura di contrattazione del prezzo e di conferma della rimborsabilità del medicinale.

Riorganizzazione dei Comitati etici

Entro il 30 giugno 2013 ciascuna delle Regioni provvede a riorganizzare i comitati etici del proprio territorio, attenendosi ai seguenti criteri:

a) a ciascun comitato etico è attribuita una competenza territoriale di una o più province, in modo che sia rispettato il parametro di un comitato per milione di abitanti, fatta salva la possibilità di prevedere un ulteriore comitato etico, con competenza estesa a uno o più istituti di ricovero e cura a carattere scientifico;

b) la scelta dei comitati da confermare tiene conto della numerosità dei pareri unici per sperimentazione clinica di medicinali emessi nel corso dell'ultimo triennio;

c) la competenza di ciascun comitato può riguardare, oltre alle sperimentazioni cliniche dei medicinali, ogni altra questione sull'uso dei medicinali e dei dispositivi medici, sull'impiego di procedure chirurgiche e cliniche o relativa allo studio sull'uomo di prodotti alimentari generalmente rimessa, per prassi internazionale, alle valutazioni dei comitati;

d) è assicurata l'indipendenza di ciascun comitato e l'assenza di rapporti gerarchici fra diversi comitati.

Sarà un decreto del Ministro della Salute su proposta Aifa e d’intesa con la Conferenza delle Regioni a dettare i criteri per la composizione e il funzionamento dei comitati etici.

A partire dal 1° luglio 2013 la documentazione riguardante gli studi clinici sui medicinale in fase di sperimentazione clinica sarà gestita esclusivamente in modalità telematica.

 

DISPOSIZIONI SU ALTRI FARMACI (ART. 13)

Procedure semplificate per i farmaci omeopatici

Modifica l’art. 20 del dlgs 219/2006 prevedendo che i medicinali omeopatici presenti sul mercato italiano alla data del 6 giugno 1995 siano soggetti alla procedura semplificata di registrazione prevista dallo stesso decreto. In alternativa alla documentazione richiesta le aziende titolari possono presentare una dichiarazione autocertificativa sottoscritta dal legale rappresentante recante specifiche informazioni sulla sicurezza, i dati di vendita ed eventuali segnalazioni di farmacovigilanza. L’autocertificazione non vale, però, per i farmaci omeopatici di origine biologica o preparati per uso parenterale o con concentrazione ponderale di ceppo omeopatico.

I primi tre periodi del comma 11 dell'articolo 158 del decreto legislativo 24 aprile 2006, n. 219, e successive modificazioni, sono sostituiti dai seguenti: “Le tariffe vigenti sono aggiornate con decreto del ministro della Salute, entro il 30 novembre 2012, con un incremento del 10 per cento dei relativi importi, applicabile dal 1° gennaio 2013. Con il medesimo decreto sono individuate, in misura che tiene conto delle affinità tra le prestazioni rese, le tariffe relative a prestazioni non ancora tariffate ed è stabilito, nella misura del 20 per cento dell'importo dovuto per ciascuna autorizzazione all'immissione in commercio, il diritto annuale dovuto per ciascuna registrazione di medicinale omeopatico e per ciascuna registrazione di medicinale di origine vegetale basata sull'impiego tradizionale. A decorrere dal 2014, entro il mese di marzo di ogni anno, le tariffe e il diritto annuale sono aggiornati, con le stesse modalità, sulla base delle variazioni annuali dell'indice Istat del costo della vita riferite al mese di dicembre”.

 

RAZIONALIZZAZIONE DI ENTI SANITARI (ART. 14)

Agea

La società consortile "Consorzio anagrafi animali" è soppressa e posta in liquidazione a partire dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del decreto. Con decreto dell’Agricoltura, di concerto con la Salute e l’Economia, da adottare entro 30 dalla data di entrata in vigore del decreto le funzioni del Consorzio sono trasferite ai ministeri delle Politiche agricole e della Salute secondo le rispettive competenze. Gli stanziamenti di bilancio già previsti riaffluiscono al bilancio dell’Agenzia per le erogazioni in agricoltura (Agea).

Inmp

L’Istituto nazionale per la promozione della salute delle popolazioni migranti ed il contrasto delle malattie della povertà (Inmp) è ente con personalità giuridica di diritto pubblico, dotato di autonomia organizzativa, amministrativa e contabile, vigilato dal Ministero della salute, con il compito di promuovere attività di assistenza, ricerca e formazione per la salute delle popolazioni migranti e di contrastare le malattie della povertà. Obiettivo è limitare gli oneri per il Ssn nell’erogazione delle prestazioni in favore delle popolazioni immigrate. L’Istituto è centro di riferimento della rete nazionale per le problematiche di assistenza in campo socio sanitario legate alle popolazioni migranti e alla povertà, nonché centro nazionale per la mediazione transculturale in campo sanitario. Organi dell’Istituto sono il Consiglio di indirizzo, il Direttore Generale e il Collegio Sindacale. Il Consiglio di indirizzo è composto da cinque membri, di cui due nominati dal Ministro della salute e tre dai Presidenti delle Regioni.

Il Dg è nominato dal ministro della Salute. Il Collegio sindacale è costituito da tre membri, due nominati dal ministro della Salute, di cui uno designato dalla Conferenza delle Regioni, nonché uno dal ministro dell’Economia e delle finanze, con compiti di controllo interno. Il finanziamento delle attività dell’Inmp è disciplinato con un decreto della Salute, emanato di concerto con il ministero della PA e dell’Economia. L’importo stanziato è di 5 milioni di euro per il 2012 e 10 milioni di euro annui a decorrere dal 2013. Per l’erogazione di questi fondi ci deve essere il consenso da parte della Conferenza Stato-regioni in base alle disponibilità finanziarie destinate al finanziamento del Ssn per l’anno di riferimento.

Onaosi

Per il periodo 1 gennaio 2003-21 giugno 2007 la misura del contributo obbligatorio alla Fondazione Onaosi è stabilita forfettariamente per ogni contribuente in 12 euro mensili per gli ultimi 5 mesi del 2003 e per il 2004, in 10 euro mensili per gli anni 2005 e 2006, e in 11 euro per il 2007.
Per il periodo 1 gennaio 2003 – 1 gennaio 2007 il contributo a carico dei nuovi obbligati è stabilita forfettariamente con gli stessi importi.
Le somme versate alla Fondazione Onaosi per il periodo 1 gennaio 2003 – 21 giugno 2007 sono trattenute dalla Fondazione a titolo di acconto dei contributi da versare. La Fondazione stabilisce la procedura, le modalità e le scadenze per l’eventuale conguaglio o rimborso. Dall’entrata in vigore del decreto è estinta ogni azione o processo relativo alla determinazione, pagamento, riscossione o ripetizione dei contributi. L’Onaosi è autorizzata a non avviare le procedure per la riscossione coattiva per crediti di importo inferiore a 500 euro. Per gli anni successivi al 2007 è confermato, per la determinazione dei contributi dovuti all’Onaosi, quanto disposto dal decreto legge 1 ottobre 2007, n.159, convertito, con modificazioni, dalla legge 29 novembre 2007, n.222.

Irccs

Per quanto riguarda gli Irccs la domanda di riconoscimento è presentata dalla struttura alla regione, insieme alla documentazione di titolarità dei requisiti. La regione inoltra la domanda al Ministero della salute che nomina una commissione di valutazione formata da almeno due esperti nella disciplina oggetto della richiesta di riconoscimento che svolgono l’incarico a titolo gratuito. Entro 30 gg dalla nomina, la commissione esprime il proprio parere motivato. Entro 10 gg dal ricevimento del parere, il ministro della Salute trasmette gli atti alla Conferenza Stato-Regioni, che deve esprimersi sulla domanda di riconoscimento entro 45 gg dal ricevimento.

Le Fondazioni Irccs, gli Istituti non trasformati e quelli privati sono tenuti a inviare ogni due anni al Ministero i dati aggiornati circa il possesso dei requisiti, nonché la documentazione necessaria per la conferma. Il Ministero, nell’esercizio delle funzioni di vigilanza può verificare in ogni momento la sussistenza delle condizioni per il riconoscimento. Nel caso le condizioni mancassero, il Ministero informa la Regione e assegna all’ente un termine non superiore a sei mesi entro il quale reintegrare il possesso dei prescritti requisiti. Il Ministro e la Regione possono immediatamente sostituire i propri designati all’interno dei Cda ma anche sospendere cautelativamente l’accesso al finanziamento. Scaduto il termine, sulla base della verifica, il Ministro d’intesa con il presidente della Regione, conferma o revoca il riconoscimento. Con decreto del ministro della Salute, sentito il ministro dell’Istruzione e la Conferenza Stato-Regioni sono stabiliti i criteri di classificazione degli istituti di ricovero e cura a carattere scientifico non trasformati, delle Fondazioni Irccs e degli altri Irccs di diritto privato sulla base di indicatori quali-quantitativi di carattere scientifico di comprovato valore internazionale, anche ai fini del loro inserimento nella rete di attività di ricerca. Con lo stesso decreto sono individuate le modalità attraverso cui realizzare l’attività di ricerca scientifica in materia sanitaria a livello internazionale.

 

TRASFERIMENTO DELLE FUNZIONI DI ASSISTENZA AL PERSONALE NAVIGANTE E ALTRE NORME SULLE PRESTAZIONI RESE DAL MINISTERO (ART. 15)

L’assistenza sanitaria al personale navigante marittimo e dell'aviazione civile e le funzioni di PS aeroportuale passa alle regioni, salvo quelle relative alla certificazione delle competenze in materia di primo soccorso sanitario e di assistenza medica a bordo di mercantili, di formazione e aggiornamento di PS sanitario del personale di volo, alle visite effettuate dagli Istituti medico-legali dell'Aeronautica militare, alle visite di idoneità presso gli Uffici di Sanità Marittima, Aerea e di Frontiera (Usmaf) per la prima iscrizione nelle matricole della gente di mare.

Attraverso uno o più decreti sono individuati, ai fini del trasferimento al Ssn, i beni, le risorse finanziarie e strumentali, le risorse umane, i relativi criteri e modalità del trasferimento e riparto tra le regioni, i livelli delle prestazioni da assicurare al personale navigante, nonché, di concerto con il ministro della Difesa, le modalità dei rimborsi delle prestazioni rese dagli Istituti medico-legali dell’Aeronautica militare.


Il personale di ruolo in servizio presso i Sasn di Napoli e Genova è trasferito, nell’ambito della provincia, riconoscendo il servizio prestato e con lo stesso trattamento economico, tenendo conto di tabelle di corrispondenza da definirsi con decreti. Qualora le eventuali voci fisse e continuative del trattamento economico fondamentale e accessorio dovute al trasferimento risultassero maggiori di quelle spettanti nella nuova posizione di inquadramento, la differenza è conservata dagli interessati come assegno personale riassorbibile con i successivi miglioramenti economici a qualsiasi titolo conseguiti.

I rapporti con il personale ambulatoriale infermieristico, tecnico e della riabilitazione sono disciplinati ad esaurimento da accordi collettivi nazionali triennali stipulati dalla Sisac.

Negli accordi collettivi della medicina specialistica ambulatoriale del Servizio sanitario nazionale rientra il personale ambulatoriale medico e delle altre professionalità sanitarie.

Il personale mantiene i rapporti convenzionali in essere. I rapporti con i medici fiduciari titolari di incarico nell’ambito della convenzione di medicina generale rimangono disciplinati dalla relativa convenzione, salva la possibilità, per gli assistiti, di optare, entro il primo anno, per uno dei predetti medici anche oltre il massimale previsto, fino al 20 per cento dello stesso, salvo riassorbimento. Ai medici fiduciari non titolari di altro rapporto convenzionale con il Ssn, le Regioni assicurano un incarico nell’ambito della medicina dei servizi per un monte orario non inferiore all’ammontare dei compensi percepiti nell’anno 2011.

Al fine di garantire su tutto il territorio nazionale la continuità delle funzioni conferite, le regioni, fino all’entrata in vigore dei provvedimenti di organizzazione del servizio adottati, erogano l’assistenza al personale navigante, marittimo e dell’aviazione civile, attraverso gli ambulatori Sasn esistenti ed i medici fiduciari incaricati, i quali stipulano apposite convenzioni non onerose.

Con accordi sanciti dalla Conferenza Stato-Regioni è assicurato il diritto del personale navigante ad usufruire dei livelli garantiti delle prestazioni sanitarie in Italia e all'estero.A partire dal trasferimento delle risorse, al personale navigante marittimo e dell'aviazione civile, si applicano le disposizioni sull’assistenza sanitaria in ambito internazionale e dell’Ue. Con decreti dell’Economia sono assegnate al Ssn le risorse finanziarie relative alle funzioni trasferite.

 

Il decreto Banduzzi verrà seguito dalla nostra Redazione minuto per minuto, in tutti i passaggi tra Camera e Senato.

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Venerdì, 04 Maggio 2012 15:07

AVSI: lettera di ringraziamento

Spettabile Fondazione Femor

Egregio Senator Saccomanno,

desidero esprimere il mio più sincero ringraziamento per il contributo che abbiamo ricevuto nei giorni scorsi. Come anticipato dalla nostra richiesta, la donazione sarà destinata alle attività del nostro ambulatorio ortopedico a Gulu, in Uganda, struttura per la cura e la riabilitazione dei feriti dalle mine antiuomo.

La lunga presenza di AVSI in Nord Uganda, in ambito educativo, sanitario e nell'emergenza umanitaria ci permette di garantire la sostenibilità dei nostri interventi, che sono sempre sostenuti dalle comunità locali e sempre diretti all'accrescimento delle capacità dei nostri interlocutori locali. In questo modo si genera lo sviluupo, attraverso l'educazione, la formazione specifica e la consapevolezza della propria unicità.

Sarà nostra cura mantenerLa aggiornata su quanto realizzeremo.

RingraziandoLa per la disponiblità, porgo cordiali saluti

Alberto Piatti

Segretario Generale

Al Prefetto di Firenze

All'Assessore alla Sanità Regione Toscana

Alla Commissione di Garanzia

Firenze, 3 aprile 2012

Le seguenti Organizzazioni Sindacali rappresentative dell'area della dirigenza medica, veterinaria e sanitaria: ANAAO ASSOMED, AAROI EMAC, CIMO ASMD, FP CGIL MEDICI, CISL MEDICI, FESMED, FASSID, ANPO ASCOTI FIALS MEDICI, FVM, SNABI SDS, AUPI, SINAFO

rilevati

  • la volotà dell'Assessorato per il Diritto alla Salute della Regione Toscana, di introdurre per la Dirigenza medica, veterinaria e sanitaria criteri di mobilità in ambito aziendale e interaziendale con conformi alla normativa contrattuale in vigore (art. 16 CCNL integrativo 10/02/2004)
  • la proposta di istituire dipartimenti interaziendali a carattere gestionale non previsti dalla legislazione vigente (D.Lgs 502/92 e smi);
  • l'intenzione di destrutturare le Unità Operative del SSR separando responsabilità professionale e responsabilità gestionale, in contrasto con le previsioni dell'art. 15 co.6 del D.Lgs 502/92 e smi;
  • la volotà di non rispettare l'accordo sulla continuità assistenziale sottoscritto dall'Assessore per il Diritto alla Salute e dalle OO.SS. il 25 novembre 2008, in riferimento a quanto previsto dall'art. 0, co1, lett. g, del CCNL 5/11/2005;

proclamano formalmente lo stato di agitazione con l'intento di giungere alla indizione di una giornata di sciopero regionale da individuare nella prima data utile nel rispetto della normativa vigente.

Le sottoscritte Associazioni richiedono pertanto, ai sensi di quanto previsto nei rispettivi "Accordi sui servizi pubblici essenziali e sulle procedure di raffreddamento e conciliazione in caso di sciopero", l'avvio della procedura conciliativa.

Anaao Assomed: Carlo Palermo

Aaroi Emac: Fabio Cricelli

ANPO-ASCOTI-FIALS Medici: Pierfrancesco Sangregorio

Aupi: Lucia Santoro

Cimo Asmd: Morando Grechi

Cisl Medici: Michele Provvidenza

Fassid: Roberto Vinattieri

Fesmed: Francesco Pulli

F.P. Cgil Medici: Anna Baldi

Snabi SDS: Laura Sabatini

Sinafo: Rossella Fornaini

Federazione Medici Veterinari: Enrico Loretti

 

 

 

 

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